giovedì 10 ottobre 2013

Ferie in Giappone: terza parte

Benvenuti al terzo ed ultimo post riguardante le ferie passate in Giappone.
Ne approfitto per ripassarvi il link all'account flickr, dove finalmente siamo riusciti a caricare le oltre 1000 foto che documentano le nostre vacanze: LINK.
Tornando a noi, dopo il primo giorno passato ad Akihabara, e le prime due serate abbastanza tranquille ed a carattere esplorativo passate a Rappongi, abbiamo proseguito la visita di Tokyo con i quartieri più famosi, Shibuya, Shinjuku e Asakusa, e con alcuni monumenti quali lo Skytree ed il Palazzo Imperiale, tutte mete classiche per tutti i turisti.

Shibuya è sicuramente uno dei quartieri più caotici di tutto il mondo, sede del famigerato incrocio ad X ritratto in numerosi anime e manga, dove al verde si mette in movimento una massa di persone incredibile. Già guardando alcuni video su youtube la cosa è abbastanza impressionante, ma vi garantisco che trovarsi là, magari di sera e con la pioggia classica di quel periodo dell'anno, dà una sensazione particolare. A parte questo, il quartiere fa paura oltre che per il caos anche per la quantità enorme di negozi, grandi magazzini, bar ristoranti e locali di tutti i tipi. La maggior parte dei bar "tradizionali" si riempie verso le 18:00 di orde di salarymen vestiti tutti allo stesso modo ( camicia bianca, pantaloni scuri e scarpe eleganti spesso inguardabili, giacca per i livelli gerarchici più alti ) che non vedono l'ora di annegare lo stress della giornata lavorativa nel sakè, nella birra ed in altre bibite alcoliche. Questo è un aspetto del Giappone che ignoravo ( come tanti altri ): sappiamo tutti che nel Regno Unito o in USA, bere dopo il lavoro è un classico, ma non mi aspettavo che questa "tradizione" fosse così diffusa anche nel paese del Sol Levante. Inoltre, a questo proposito, c'è da dire che i prezzi delle bevande nei locali meno trendy sono molto accessibili, quindi per loro, che hanno stipendi decisamente più alti rispetto all'Europa, lo sono ancora di più. La cosa cambia, e di molto, se ci si avventura in qualche bar raffinato magari di quartieri cool tipo Ginza o Akasaka, dove un americano ci ha raccontato di aver speso 25 dollari per una coca cola. E' superfluo dire che ci siamo tenuti alla larga da posti del genere, prassi che abbiamo sempre seguito sia in Italia che in ogni altro paese visitato. 

Shinjuku non è molto diverso da Shibuya, ma risulta meno "commerciale" con diversi negozi di abbigliamento particolare, accessori assurdi, vintage et simila. L'età media dei frequentatori di questa zona è decisamente bassa, con gruppi di studentesse in divisa, Ganguro, cosplayer, e personaggi strani in generale. Una nota di demerito va ad una zona di Shinjuku, tale Kabukicho, dove i negozi "normali" lasciano spazio a Sexy Shop, Night Club, Strip Club ed altre diavolerie giapponesi del genere. Non fraintendetemi, non voglio fare il buonista, ed infatti attività di quel tipo non mi danno alcun fastidio, ma ce ne hanno dato parecchio i numerosi personaggi equivoci che stazionavano in strada e fermavano ogni passante di sesso maschile a scopi di promozione per questo o quel locale. Alcuni erano proprio insistenti.

Asakusa, come potete vedere in alcune foto sia nostre che in rete, è praticamente il Giappone che vedete nei cartoni: stradine strette, templi, ristoranti stile Marrabbio di Kiss me Licia a perdita d'occhio, uomini e donne in kimono e numerosi negozi di artigiani. Ci siamo stati due volte, e la prima volta, di sera, il tutto è stato ancora più suggestivo. Peccato che la maggior parte dei templi siano dei "falsi" ricostruiti dopo i tremendi bombardamenti della seconda guerra mondiale. La cosa non li rende meno belli, ma, a mio avviso, fa loro perdere un po' di fascino.

Per quanto riguarda i monumenti la cui visita era obbligatoria, devo dire che il Palazzo Imperiale non mi ha impressionato più di tanto, ma tenete conto che la maggior parte del complesso è chiuso al pubblico ed è accessibile solo uno o due giorni all'anno. Altra mezza delusione per la Tokyo Tower, una copia spudorata della Tour Eiffel, turisticamente decaduta dopo l'avvento dello Skytree, che mi è piaciuto parecchio. Si tratta della struttura artificiale più alta del Giappone ( e la seconda al mondo ). Il biglietto non è certo a buon mercato, ma vale la pena vedere Tokyo dai 450 metri dell'ultimo piano accessibile. Se decidete di andarci, non pensate di cavarvela in un'oretta, in quanto la visita va prenotata all'arrivo ed a volte, specie nei week end, bisogna aspettare 3-4 ore. Per ammazzare il tempo, ci siamo fatti un giretto per un quartiere periferico a bordo di un piccolo bus turistico che partiva da sotto la torre e devo dire che mi è piaciuto parecchio: era un quartiere "vero", diversamente dalla maggior parte di quelli visitati nei giorni precedenti. C'erano bambini che giocavano per strada, negozi "normali", niente caos, case di 2-3 piani, in contrasto con gli immensi grattacieli del centro.

Il penultimo giorno, abbiamo fatto un tentativo poco convinto di vedere il mercato del pesce ed un quartiere vicino al mare.
Il primo non ha certo aspettato il nostro arrivo ( chiude tipo alle 1200, e noi ci siamo presentati là alle 4 del pomeriggio ). Tuttavia, le strade del quartiere dove si trova sono piene di ristoranti di sushi con una scelta pressochè infinita, negozi di casalinghi "tradizionali" che proponevano dalle cinesate da 1 euro a bacchette di legno speciale, disegnate a mano da oltre 100 euro, nonchè qualche bel bar e gli immancabili fast food.
Per la seconda visita siamo stati puniti dalla peggiore giornata di pioggia della nostra permanenza. Nel quartiere di Odaiba, ad est sul mare, abbiamo visitato un centro commerciale gigantesco, tale Venus Fort, che ha la particolarità di cercare di riprodurre, al suo interno, lo stile architettonico rinascimentale europeo. Mi rendo conto che detto così sembra una minchiata kitch, ma vi assicuro che l'effetto non era per niente sgradevole, e potete rendervene subito conto dando un occhio a qualche foto.
Dopo queste ultime visite abbiamo preparato i bagagli e ci siamo preparati ad affrontare il tour de force del ritorno in Italia: check out dalla camera dell'hotel alle 10:00 di mattina, giornata interamente trascorsa ad Akihabara, autobus per l'aereoporto verso le 20:00, partenza per Dubai poco dopo mezzanotte, in un aereo stracolmo.

A Dubai, abbiamo approfittato delle 8 ore di attesa per fare un giro in un grosso centro commerciale, prima di salire sul Burj Kalifa, l'edificio più alto al mondo: 829,8 metri. Il centro commerciale, che si trova praticamente ai piedi della torre, è già di per sè impressionante, con negozi infiniti di qualsiasi cosa ed amenità tipo un acquario gigante dove nuotano squali e mante. Anche questo, detto così sembra una roba da poco, quindi vi invito nuovamente a guardare qualche foto. Il panorama, da sopra la torre, è  meno eccezionale di quel che mi aspettassi, a causa della perenne foschia generata dal caldo ( c'erano 43 gradi, quando siamo stati là, ed il tassista ci ha garantito che d'estate la colonnina di mercurio passa i 50 tranquillamente ) e dalla sabbia, e dal fatto che appena fuori Dubai si estende deserto a perdita d'occhio.
Le sei ore di volo da Dubai a Venezia, sono state una formalità, dopo le 12 abbondanti del primo volo.

Nel complesso, queste passate in Giappone sono state tra le migliori vacanze che abbia mai fatto ( farei fatica a decidere se mi sono divertito di più qua o in USA, ma ci sarebbero troppe considerazioni da fare in merito ) ed in futuro, se ne avrò la possibilità, tornerò a Tokyo molto volentieri, magari per starci più di 2 settimane, in modo da poter vedere anche altre città nei dintorni che tanti mi hanno garantito essere bellissime. Mi sono anche chiesto se mi piacerebbe abitarci, domanda che mi faccio sempre quando vedo posti nuovi, e la risposta non è facilissima: non credo che mi ci abituerei, ma sarebbe interessante provare. L'ostacolo più potente è la lingua: dei ragazzi che alloggiavano nel nostro hotel ed erano là per un corso di giapponese, ci hanno detto che parlare e capire non è difficile, invece lo è leggere e scrivere. In ogni caso, se me ne andassi da Klagenfurt, cosa che per il momento non ho intenzione di fare, non credo che Tokyo sarebbe tra le prime scelte.


martedì 23 luglio 2013

Ferie in Giappone: seconda parte

Innanzitutto, prima di iniziare il post vero e proprio, qui trovate il link dell'account flickr dove io ed i miei compagni di viaggio abbiamo iniziato a postare le foto:
Per il momento ce ne sono una piccola parte, in quanto, per problemi logistici, le altre verranno presumibilmente caricate entro la metà di agosto ( speriamo ). Premetto che se non siete appassionati di settori tipo anime, manga, videogiochi, action figure etc. alcune foto potranno sembrarvi "superflue". Assieme a quelle scattate a Tokyo, ce ne sono diverse riguardanti lo scalo a Dubai, ma di questo parlerò in breve in uno dei prossimi post.

Tokyo, per l'appunto, è una città particolare rispetto a numerose capitali europee, non solo per dimensioni e popolazione ( oltre 15 milioni senza considerare l'area di Yokohama ed altre zone limitrofe, conurbate alla capitale ) ma anche per l'aspetto urbanistico. In pratica, non è possibile definire quale sia il centro della città. Alcune guide turistiche lo piazzano al palazzo imperiale, ma la concentrazione di persone, negozi, scuole e strutture pubbliche è molto superiore in altri quartieri. Esiste, effettivamente, una fermata della metro che si chiama "Tokyo", ma a giudicare dal fatto che nessuna guida turistica ne parla, non dovrebbe essere un granchè. La nostra organizzazione del viaggio, per dir la verità parecchio approssimativa ( ma meno del solito, in confronto ad altre occasioni ) prevedeva di esplorare uno o al massimo due quartieri al giorno, evitando di dormire fino a tardi la mattina, quando possibile.
Il primo giorno, come anticipato nel post precedente, ci siamo recati ad Akihabara, famigerata meta di pellegrinaggio per nerds, otaku ed appassionati del Giappone "frivolo". Il quartiere viene infatti definito "The Electric Town", e wikipedia aggiunge "Probabilmente la più vasta area di vendita del mondo per beni elettronici e computer, compresi oggetti nuovi e usati", e questa definizione non rende neanche lontanamente l'idea di quello che ci si può trovare. Non stiamo parlando di un centinaio di negozi, ma di infiniti negozi, alcuni dei quali occupano edifici di 7-8 piani. Ci siamo stati 2 o 3 volte, e non abbiamo mai visitato due volte lo stesso negozio e, naturalmente, non siamo riusciti a ritrovare alcuni posti in cui vendevano roba interessante il cui acquisto è stato incautamente posticipato. La maggior parte di questi negozi, inoltre, è parecchio affollata, comepure le strade del quartiere, i bar e i ristoranti. Una menzione d'onore meritano le sale giochi ( quelle con i videogiochi, non quelle con le slot e i videopoker che vanno adesso in Italia), che in Giappone sono ancora parecchio in voga, dove è possibile cimentarsi con una varietà impressionante di coin-op, da classici degli anni 80 come Super Mario Bros o Donkey Kong a roba che non avevo visto neanche su internet tipo giochi in 3d ( non intendo 3d come Doom, ma 3d come i film che vedete al cinema ) o simulatori di mech multiplayer da giocare in cabine singole totalmente chiuse, con lo schermo gigante su tre lati, suono surround e comandi assurdi. Potrei dilungarmi parecchio sull'argomento, essendo stati i coin-op una mia grande passione da giovane ( chi ha detto "sfigato" ? ), ma lasciamo stare. Date un occhio a questo interessante post del Doc Manhattan, per alcuni interessanti approfondimenti.
Altre manie giapponesi che da noi non hanno mai preso piede, o lo hanno fatto limitatamente, e che ad Akihabara sono rappresentate in maniera sontuosa sono il Pachinko, gli Ufo-catcher, Capsule Station e Maid Cafè.
Il Pachinko è praticamente una specie di flipper col piano verticale dove un numero indefinito ( proporzionale ai soldi inseriti nella macchinetta ) di palline d'acciaio scendono lungo un percorso ad ostacoli ed alla fine cadono in un recipiente di raccolta ( quasi mai ) o vengono "mangiate" dalla macchina ( quasi sempre ). L'unico controllo che ha il giocatore è una manopola che regola la velocità di lancio della pallina. Con le palline vinte, si possono ritirare dei regali ( da bagnoschiuma a giocattoli ad apparecchi elettronici ) che successivamente possono essere cambiati in denaro. Detto così può sembrare una coglionata, ed io rimango dell'idea che lo sia al 100%, ma la pensano in maniera diametralmente opposta decine di migliaia di persone che si mangiano delle cifre assurde in questi numerosissimi locali dalle dimensioni spropositate, caratterizzati da un rumore di fondo insopportabile, coadiuvato da musica ad alto volume, probabilmente atti a consolidare l'alienazione, a giudicare dalle facce dei giocatori. Un mio amico ha fatto un paio di prove, con esiti negativi.
Gli Ufo-catcher, presenti anch'essi in grande quantità, non sono altro che quelle macchinette mangiasoldi dove bisogna posizionare un braccio meccanico che scendendo dall'alto dovrebbe afferrare un pupazzetto o qualche altro tipo di gadget, e farlo cadere nel vano a fine corsa, in modo che il giocatore possa ritirarlo. Io li avevo visti solo in località turistiche o a qualche festa paesana, ma ce n'erano al massimo 2-3. In Giappone ce ne sono infiniti e la gente ci gioca con grande impegno.
Per Capsule Station si intendono quelle macchinette dove si inserisce una monetina, si gira una manopola e si riceve una pallina di plastica contenente un giocattolo o un portachiavi. Da piccolo ci ho speso qualche soldo per ampliare la mia collezione di palline di gomma, biglie di vetro, soldatini di plastica e simili, ma, come per gli ufo catcher qui il fenomeno ha delle dimensioni ed un bacino d'utenza incredibili ( date un occhio alla foto alla fine del post ). Ci sono posti dove di queste macchinette ce ne sono più di cento tutte assieme ed alcuni tipi di giocattoli ( in genere action figure di anime o manga ) arrivano a costare 4-5 euro l'uno. Inoltre, come se non bastasse, ci sono numerosissimi negozi che ricomprano questi giocattoli dai clienti ( in genere sono serie di action figure collezionabili, quindi capita spesso di trovare doppioni ) e li rivendono, spesso a prezzi alti in caso di serie fuori produzione o pezzi rari.
Una cosa che mi fa sorridere è che questi giocattoli vengono definiti in giapponese "Gashapon": il nome di per sè non significa niente. "Gasha" è il rumore che fa la manopola quando la si gira e "Pon" quello che fa la pallina di plastica cadendo: geniale.
Ultima "mania" particolare rimasta sono i Maid Cafè. Mio fratello ha avuto la fortuna ed il buon senso di evitare quest'esperienza, mentre io ed un amico abbiamo voluto toglierci la curiosità. In pratica si tratta di bar particolari dove le cameriere sono delle ragazzine vestite come le cameriere degli anime, che si comportano in maniera molto infantile sia nel relazionarsi coi cliente che nell'esecuzione di brevi performance live. Tanto per chiarire, non c'entra niente con un lap dance o un gogo bar, nei Maid Cafè è severamente vietato toccare le cameriere, e non c'è nessun tipo di nudità. Inoltre è severamente vietato fare fotografie, in quanto si paga per avere un ricordo di quel genere. Le prime due "maid" che ci hanno servito, come al solito, non parlavano una parola di inglese, quindi non ci è stato possibile approfondire la nostra conoscenza, non tanto delle cameriere, ma del funzionamento del locale. Una terza cameriera aveva abitato in California e finalmente abbiamo avuto la possibilità di chiedere dei chiarimenti, che non sono stati di grande aiuto. Alla fine, come per il Pachinko o gli Ufo Catcher, non capisco cosa ci trovi la gente di particolare in posti di questo tipo, tantopiù che si paga una decina di euro solo per l'entrata. Tanto per dare l'idea, visto che mi rendo conto che la spiegazione è un po' ambigua, questo è il link della catena di Maid Cafè della quale fa parte il locale da noi visitato. Inutile dire che quando tornerò a Tokyo la prossima volta starò alla larga da questa tipologia di "intrattenimento".




lunedì 8 luglio 2013

Ferie in Giappone: prima parte

Ad una settimana esatta dal ritorno in Austria, propongo oggi il primo di una serie di post riguardanti le mie ferie in Giappone.
Il volo da me prenotato è partito da Venezia, breve scalo a Dubai e ripartenza con destinazione Tokyo.
Inizio col dire che sono stato particolarmente impressionato dalla qualità del servizio offertoci da Emirates, una nota compagnia con la quale non avevo mai volato prima. Ok, io non sono un veterano dei viaggi in aereo, e di solito opto per Ryanair per spostarmi in Europa, quindi il confronto sarebbe ridicolo, ma mio fratello, che di professione fa l'assistente di volo da 6-7 anni, ha confermato il mio giudizio positivo. Tutti e due gli aerei che abbiamo preso erano in ottime condizioni, con ogni posto dotato di sistema di intrattenimento "privato" comprendente oltre ad una collezione di videogame discutibili, un database di tutto rispetto al livello musicale e soprattutto diversi bei film in italiano ( ne ho approfittato per vedere, tra gli altri, Django e Skyfall ). Il personale di bordo è stato gentilissimo e molto professionale, peccato che i pasti fossero, a mio avviso, poco più che patetici. Mio fratello dal canto suo, ha affermato che erano di ottima qualità rispetto a molte altre compagnie. Io, per dir la verità, ho sofferto non poco le due tratte lunghe ( Dubai-Tokyo e Tokyo-Dubai ) in quanto ho difficoltà ad addormentarmi in aereo, ed ho rosicato non poco nel vedere personaggi addormentarsi 10 minuti dopo il decollo e svegliarsi 10 minuti prima dell'atterraggio, ma ero psicologicamente preparato e sapevo bene che questo piccolo sacrificio è indispensabile per coprire distanze del genere ( almeno finchè non inventeranno il teletrasporto ).
All'andata, lo scalo a Dubai è stato relativamente corto, ed abbiamo ammazzato il tempo girando per l'aereoporto ( molto grande ) e mangiando qualcosa da Burger King ( dove accettano dollari americani, dei quali mio fratello era fornito ).
Siamo arrivati a Tokyo verso l'una di notte. A quell'ora i trasporti pubblici sono fuori servizio, e non volendo aspettare altre 4 ore all'aereoporto di Haneda, abbiamo optato per una corsetta in taxi da 65 euro, che in tre non è una spesa folle.
L'hotel scelto accuratamente da mio fratello, si è rivelato abbondantemente sopra le mie aspettative. Visto il prezzo da ostello che abbiamo pagato, mi aspettavo una sistemazione molto più spartana, invece mi sono dovuto prontamente e piacevolmente ricredere. La camera non era certo grande, ma i tre letti erano ad una piazza e mezza, e la dotazione prevedeva TV, bollitore per il thè, asciugamani in abbondanza, ciabatte, e perfino una vestaglia da camera a testa, in stile kimono. Il tutto in un quartiere tranquillissimo ( Akasaka ), ma ben collegato ( 3 fermate della metro nel raggio di meno di un chilometro ) e soprattutto vicino a Roppongi, uno dei quartieri più noti per la vita notturna, quartiere dove ci siamo recati appena appoggiate le valigie, anche per merito ( o a causa ) del jet lag. La "serata" è proseguita in tranquillità con qualche birra locale e cercando di prendere confidenza con una realtà decisamente inusuale per me che sono abituato a viaggiare in Europa. Già il solo fatto di non saper leggere i kanji, fa un certo effetto, e lo stesso vale per la gente in giro, che fino a poco tempo fa avevo visto solo nei manga e anime. Una delle cose che ci ha subito spiazzato è il fatto che la maggior parte delle attività commerciali si sviluppano in verticale: è normale capitare davanti ad un edificio che ha un pub nei sotterranei, un negozio di vestiti al piano terra, un parrucchiere al primo piano, un jazz club al secondo, un altro pub al terzo, un negozio di casalinghi al quarto e così via fino anche al decimo piano. La cosa si è rivelata ancora più impressionante in altri quartieri dei quali parlerò più avanti, dove abbiamo trovato sale giochi su 7 piani o negozi di elettronica su 10 piani. Quando siamo usciti la prima sera, c'era parecchia gente in giro ( parliamo di lunedì alle 2 di notte ), cosa non certo normale anche in diverse città di dimensioni rispettabili che ho visitato in passato, ma questo non è neanche lontanamente paragonabile al vero sovraffollamento che ci aspettava in alcune delle giornate seguenti. Il primo impatto con la vita notturna, al livello di prezzi non è stato il massimo, siamo arrivati a pagare 8 euro per una birra piccola, prezzo da guerra civile, qua in Austria ed anche in Italia, ma in ogni caso eravamo preparati. Una cosa che mi ha dato fastidio è che certi  locali fanno pagare il coperto ( cover charge ), e non sto parlando di ristoranti, pizzerie o discoteche, ma di normalissimi bar. Una sera, per fare un esempio, siamo entrati in un bar vuoto totale, per assaggiare del whisky giapponese. Per evitare fregate potenti, abbiamo preventivamente chiesto al gestore quanto ci sarebbe costato ed il suddetto, in un inglese stentatissimo, ci ha spiegato che un whisky costava 800 yen ( circa 6-7 euro ) ma che bisognava pagare 500 yen di cover charge, in un bar normalissimo, e, ripeto, vuoto. Com'è facile immaginare, il personaggio non ha visto neanche un singolo yen dei nostri soldi.
Le condizioni climatiche locali ci hanno accolto bene: avevo letto su internet che da giugno ad agosto in Giappone è caldissimo nonchè umido, e speravo di evitare certi livelli di caldo sofferti in passato ( tipo quando sono andato 15 giorni a Barcellona in Agosto, o a Malta a Luglio ). La sera del nostro arrivo, complice forse il cielo nuvoloso, non si soffriva minimamente il caldo, con temperature attorno ai 23 gradi. Il trend, per nostra fortuna, è continuato per tutta la nostra permanenza, presentando tuttavia, come nota negativa, alcuni giorni di pioggia insistente, ma che non ci ha creato grosse problematiche.
Verso le 4 di notte, siamo tornati a piedi all'hotel, belli carichi ( stavolta non intendo ubriachi ) per la giornata seguente, che prevedeva un primo giro di ricognizione a Akihabara, quartiere famoso per i negozi di elettronica, manga, anime e sale giochi. 

venerdì 14 giugno 2013

Ferie in Giappne: preparativi

Quando ho iniziato a viaggiare all'estero, una ventina di anni fa, avevo in testa due viaggi "iniziatici": USA e Giappone. Il primo l'ho fatto a 23 anni, grazie alla tolleranza dei miei ex datori di lavoro ( 3 settimane consecutive di ferie in maggio, cosa non certo normale in quell'azienda ) ed alla collaborazione di un caro amico ed ex-collega, anche lui amante degli States. Per il Giappone, ho dovuto aspettare 15 anni, durante i quali non sono più uscito dall'Europa. Ma il giorno è arrivato, e salvo imprevisti che mi auguro non si verifichino, lunedì notte atterrerò a Tokyo con un amico e mio fratello. L'avevamo preso in considerazione l'estate scorsa, ma abbiamo deciso di rinviare per diversi motivi.
Il primo problema organizzativo è stato il passaporto: al consolato di Klagenfurt non è possibile ottenerlo, sarei dovuto andare a Vienna, che non è proprio vicino. In alternativa, ho contattato la Questura di Udine, dove sono stati molto gentili e disponibili. La cosa mi è costata, oltre ai soliti 80 euro per il rilascio del documento, un paio di viaggetti da 200 km, con sveglie da panettiere, ma per fortuna è andato tutto a buon fine nel giro di una quindicina di giorni.
Una volta ottenuto il documento, mi sono messo in contatto con mio fratello per prenotare volo e hotel.
Per il volo, sinceramente, eravamo pronti a sborsare una cifra attorno ai 1200 euro. Invece, con nostra sorpresa, abbiamo trovato delle offerte che partivano da 650 euro tutto compreso, prezzo che secondo me è conveniente, considerata la distanza.
L'hotel, è stato un po' più complesso: Tokyo è molto grande, ed avere l'hotel in una zona "scomoda" non sarebbe stato il massimo, anche perchè dopo una certa ora di notte non ci sono più trasporti pubblici ed i taxi non costano poco. Per fortuna che mio fratello aveva più tempo e voglia di me, ed ha trovato un posto decisamente economico, ma che dalle recensioni sembra molto buono, e soprattutto si trova in una zona centrale e ben servita dalla metropolitana.
Per le suddette prenotazioni e per maggiore sicurezza ( il circuito Cirrus/Maestro non è molto diffuso in Giappone ), ho preferito farmi la carta di credito, che prima non possedevo ( finora sono andato avanti con la Postepay, ma abitando qua in Austria, è diventata un po' scomoda ) e, per non presentarmi là senza soldi, ho ordinato una modesta cifra in Yen alla mia banca qua a Klagenfurt.
L'ultima prenotazione che mi resta da fare, e che in linea di massima sarà a posto per oggi, è quella per visitare il Bury Khalifa a Dubai, approfittando di uno scalo abbastanza lungo al ritorno. Mi sono sempre piaciuti i posti alti, con una bella vista, e sono contento di poter salire sul più alto al mondo.
Nel frattempo ho comprato un paio di guide turistiche da un sito di libri usati dal quale mi fornisco da alcuni mesi e che vi consiglio di visitare in quanto i prezzi sono spesso stracciati ( ho preso diversi libri per 3-4 euro l'uno, con spedizione gratuita per ordini di almeno due oggetti ): http://www.awesomebooks.com/ . Finora ho comprato una decina di libri, tutti usati, ma, per dir la verità, la parola non ci sta benissimo, perchè quasi tutti quelli che mi sono arrivati erano in condizioni quasi perfette. Ho ordinato per la maggior parte libri in inglese, in italiano ne hanno pochi.
Oltre alle guide, mi sto leggendo da un mesetto diversi blog e siti riguardanti il Giappone, tanto per farmi un'idea di cosa c'è da vedere.
Ora è quasi tutto pronto, mi resta da fare la valigia e dare una rassettata alla stanza.
Non mi porterò il PC, quindi non sono sicuro di postare qualcosa da là, magari qualche foto fatta col cellulare. 
Ci risentiamo quando torno.


mercoledì 27 febbraio 2013

Gita a Maribor

La settimana scorsa, per approfittare di due giorni liberi consecutivi ( in genere lavoro sei giorni la settimana ) e soprattutto della presenza di mio fratello, che ha passato qualche giorno di ferie qua in Austria, mi sono concesso una breve gita nella cittadina slovena di Maribor.
La scelta era inizialmente tra Graz, Lubiana e Maribor, ma nelle prime due città sono già stato ( a Lubiana parecchie volte, di cui l'ultima quando abitavo già qua, escursione della quale ho già accennato in questo post ) mentre Maribor non l'avevo mai vista.
I pochi chilometri ( circa 130 ) che separano Klagenfurt dalla seconda città della Slovenia si percorrono quasi tutti su una bella strada statale che costeggia il fiume Drava. La cosa rallenta sicuramente il viaggio, ma vi assicuro che ne vale la pena in quanto si possono ammirare dei paesaggi molto belli, ed il traffico non è assolutamente un problema. Ci si potrebbe arrivare anche con l'autostrada, ma il viaggio risulterebbe allungato di una cinquantina di km.
Mio fratello ha prenotato il giorno prima in un hotel/ostello in pieno centro città, nella zona pedonale, dove per 25 euro a testa senza colazione, abbiamo potuto alloggiare in una cameretta ben tenuta, arredata decentemente e pulita ( c'era perfino il frigo bar e la TV, che in strutture di quel prezzo non sono facili da trovare ).
Il centro della città è molto bello, soprattutto la zona vicino al fiume. Maribor è poco più grande di Klagenfurt, ma per dire la verità il centro della città slovena da più l'impressione di "Metropoli" ( il termine non è certo adatto per una città di 110.000 abitanti ma spero renda l'idea ): ci sono molti più negozi, traffico, quasi caos. Abbiamo "perso" un'oretta per visitare un centro commerciale vicino al fiume che è la copia quasi identica di quello che c'è qua a Klagenfurt: ho contato più di una decina di negozi identici, alcuni perfino disposti allo stesso modo.
I ristoranti ed i bar sono decisamente più economici rispetto a Klagenfurt, con birre medie che partono da 1,60 euro ( tra l'altro la birra locale a me piace parecchio ), e parecchi posti dove si può mangiare stando sotto ai 10 euro.
Dalla serata non ci aspettavamo un granchè: era mercoledì sera ed inoltre parecchi studenti dell'Università locale erano via per la pausa di metà semestre. Il centro era decisamente un mortuorio, quindi abbiamo optato per un locale un po' fuorimano ( un paio di km ) dove si teneva un concerto folk metal. Qui abbiamo trovato più gente di quanta mi aspettassi ( almeno 300 persone ) ed un prezzo per l'entrata anch'esso più altro del previsto ( 22 euro ). Il locale, tale Stuk, è molto bello e frequentato da gente tutto sommato valida. Delle tre band in programma, abbiamo visto solo la seconda e la terza. Tutte e due erano veramente valide, anche se il sound era un po' troppo estremo per i miei gusti. Mi ha soprattutto impressionato il batterista dei Metsatoll, una band proveniente dall'estonia che ha all'attivo già 5 cd ed un album live. La band principale della serata erano i Korpiklaani, band di origine finlandese veramente di alto livello. Un chiarimento: io e mio fratello non conoscevamo minimamente nessuna delle due band, siamo andati al concerto totalmente alla cieca, tanto per fare qualcosa, ma si è rivelata una buona scelta. La cosa che mi ha favorevolmente impressionato, musicalmente, è stata la capacità di entrambi i gruppi di abbinare a sonorità metal pure, strumenti che normalmente fanno parte della musica popolare come fisarmonica, violino, flauto, cornamuse ed altri che non avevo mai visto prima ( qualcuno di voi sa cos'è un torupill o un kannel ? ). L'altra cosa che non mi aspettavo, è che a vedere un concerto del genere c'era un assortimento di tutto rispetto di belle ragazze, dai 16 ai 30 anni. Per un evento del genere, avevo previsto gente più devastata, piena di orecchini e tatuaggi e con un'attitudine diversa, invece abbiamo scambiato qualche parola con 4-5 persone, e mi hanno fatto un'ottima impressione.
Finito il concerto, abbiamo cercato qualche altro posto per bere qualcosa, ma senza grande impegno. Ci era stato segnalato una specie di centro sociale, che però non abbiamo trovato, e tornando a casa quasi tutti i locali erano chiusi o stavano chiudendo.
Se ne avrò l'occasione, credo che tornerò a Maribor, magari in primavera o estate, periodo nel quale sono quasi sicuro che la città sia più godibile.
Vi lascio con alcune foto scattate là.







domenica 20 gennaio 2013

Neve in quantità!

Un breve post, a chiusura della settimana, per segnalare che qua in Carinzia è nevicato di brutto.
E' caduta neve ad intensità variabile per tre giorni consecutivi, per un totale di circa 30 cm abbondanti.
Per fortuna che, come al solito, qui sono molto ben preparati per cose del genere, quindi le strade sono state prontamente pulite, comepure la principali piazze e vie pedonali. La cosa non è naturalmente a buon mercato, visto che secondo un articolo che ho letto, la città spende circa 130.000 euro al giorno per pulire le strade, ed impiega diverse centinaia di dipendenti.
Oggi la temperatura è salita ed è arrivata la pioggia, ma per la settimana prossima il meteo prevede neve di nuovo. A me farebbe piacere, visto che la neve mi mette allegria, e, soprattutto, visto che non mi serve la macchina per andare al lavoro. A questo proposito, ieri ho rimesso in moto la vecchia Brava dopo 5 giorni: è funzionata perfettamente, ma il problema è stato togliere la neve ed il ghiaccio, ed uscire dal parcheggio, transformato in una trappola dai diversi passaggi dello spazzaneve. Tanto per far capire che non sto piagnucolando per niente, vi lascio qui di seguito una foto dell'auto prima del mio intervento, seguita da alcune altre immagini scattate nel mio quartiere giovedì mattina.




domenica 13 gennaio 2013

Buon Anno!!!

Approfitto di una domenica grigia e uggiosa, timidamente rallegrata da un tenue nevischio per fare a tutti i lettori un sentito augurio di Buon Anno ( anche se con colpevole ritardo ).

Le ferie in Italia, per la settimana di Natale, sono andate bene come ogni anno, con mia madre e la sua ottima cucina come protagonisti. Il pranzo di carne di cavallo tanto agognato, menzionato nel post precedente, è andato anch'esso molto bene, salvo il fatto che le porzioni erano ancora più abbondanti di come me le ricordavo, quindi ho dato forfait dopo i primi, concedendomi solo un pezzo di filetto dalla grigliata mista che hanno servito. Sono riuscito a passare diverse serate ( quasi tutte ) con gli amici, che fortunatamente ho trovato in ottima forma, e che ringrazio per la compagnia, e come ogni anno non mi sono fatto mancare un pomeriggio a Venezia, con 3 amici di Ferrara in qualità di special guest. Al contrario delle mie previsioni, il centro storico non era particolarmente affollato ed abbiamo avuto la possibilità di goderci in santa pace diverse osterie tipiche, divise tra tappe fisse e qualche prova che è andata abbastanza bene.

Il 30 di pomeriggio sono tornato a Klagenfurt in quanto iniziavo a lavorare il 31, ma fortunatamente la settimana si è rivelata parecchio soft, merito della scarsità di eventi sportivi e del fatto che molti clienti erano in vacanza. Ho passato l'ultimo dell'anno in maniera tranquilla, ma senza rinunciare alla mezzanotte in piazza e ad un paio di birre nei locali del centro. Quest'anno, per dir la verità, sia le strade che i locali erano molto meno affollati rispetto agli anni scorsi. Che si cominci a sentire la crisi anche qua ?

Per provare a concretizzare uno dei miei vari propositi per l'anno nuovo, questa settimana mi sono prontamente iscritto in palestra. Non potendo resistere al prezzo bassissimo e forte del fatto che la struttura è frequentata anche da un amico, mi sono iscritto qui. Per il momento ci sono stato tre volte, stamattina compresa, e non riesco ancora ad esercitarmi decentemente, a causa del lungo periodo di inattività, ma bisogna portare pazienza. La palestra non è nè grande, nè lussuosa, ma più che sufficiente per quel che devo fare, e ad occhio non è frequentata da VIP e/o invasati. Ci sono tantissime attrezzature per il fitness tipo tapis-roulant, cross trainer e simili, quindi per quelle non bisogna mai aspettare. Al livello di macchine, ce ne saranno almeno una trentina, nuove e tenute bene. Alcune non le ho mai usate, in Italia, e sto cercando di osservare gli altri per capire come funzionano. In ogni caso, spero di trovare la buona volontà per andarci almeno due volte la settimana, con la speranza di risistemarmi un po', al fine di riprendere a giocare a beach volley l'estate prossima, o almeno di andare a correre in maniera decente, e non come un ultrasessantenne. Vi terrò naturalmente informati sugli sviluppi ( o sull'abbandono ).
Ho ripreso anche a giocare a squash, con risultati deludenti: errori a profusione, tenuta fisica tipo Barney dei Simpsons, e, cosa peggiore, braccio dolorante e gambe "ingessate" per due giorni. Ma tutto ciò era in preventivo. Conto di riuscire ad andarci con regolarità, almeno fino all'inizio della stagione tennistica, ad Aprile. Per quanto riguarda la pallavolo, per il momento mi sono fermato per diversi motivi. Se ne avrò la possibilità, farò qualche allenamento, ma niente di impegnativo.

Gli altri propositi per l'anno nuovo sono al momento in stand-by, ma non cancellati, primo tra tutti quello di trovarmi un appartamento. Ho anche intenzione di mettermi a suonare con più continuità, nella speranza di assottigliare un poco il gap di bravura tra me e gli amici con cui ci incontriamo da diversi mesi per abbozzare qualche canzone. L'altro proposito, forse il meno impegnativo, è di rimettermi a studiare un po' di tedesco e di spagnolo ( ho iniziato l'anno scorso, ma poi ho miseramente mollato ), lingua che per il momento non mi è strettamente necessaria, ma che potrebbe rivelarsi una conoscenza utile in futuro, sia al livello personale che professionale.

domenica 23 dicembre 2012

Buone Feste!!!

Approfitto dell'ultimo giorno prima delle vacanze natalizie per augurare a tutti gli amici, parenti e lettori del blog un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo.
Domani, in tarda mattinata, partirò per tornare in Italia, dove passerò tutta la settimana prossima. Purtroppo, come ogni anno, sono di nuovo in ufficio a partire dal 31 Gennaio.
Sto ultimando i preparativi per le ferie: spesa al supermarket, controlli e pieno alla macchina, valigia etc.
Il programma per la settimana non è certo ricco di eventi memorabili, ma non per questo mancherò di  fare un giro a Venezia e Padova ( che come la maggior parte delle città hanno un'atmosfera particolare durante le feste natalizie ) e, dopo più di quattro anni di astinenza, mi gusterò finalmente una cena di carne di cavallo. Inoltre, per le feste sarà a casa qualche giorno anche mio fratello, notizia molto gradita ed eventualità fortunosa visto che di solito è parecchio impegnato professionalmente in questo periodo dell'anno.
Sul fronte regali, quest'anno ho mollato in pieno: ho preso giusto alcune robette da poco, tipo vino o cioccolata, tanto per non presentarmi a casa a mani vuote, più per pigrizia che per risparmiare soldi. Avevo anche preso in considerazione un bell'auto-regalo, che poteva essere un amplificatore nuovo per il basso o l'ebook reader, ma ci penserò più avanti, in quanto per il momento posso farne a meno.
Questo Natale, qui a Klagenfurt è venuta a mancare anche la neve: ce n'è ancora un poca per terra in qualche angolo, ma i 20 cm abbondanti che erano caduti a dicembre si sono sciolti quasi tutti a causa dell'innalzamento della temperatura ( eravamo arrivati a -14° a inizio dicembre, adesso siamo stabilmente sopra lo zero di giorno ) ed alla conseguente pioggia che è caduta nei giorni scorsi. Certo, da un punto di vista "pratico" a me va anche meglio, in quanto non sono certo un asso a guidare sulla neve, ma nonostante abiti qui da più di 4 anni, subisco sempre il fascino dei panorami innevati, specie in questo periodo dell'anno. Per fortuna che il problema non tocca il turismo invernale, molto importante per l'economia della regione, in quanto le piste da sci si trovano ad altitudini maggiori.
Per concludere, auguro nuovamente a tutti di passare delle buone feste, e spero di trovare la voglia di postare nuovamente prima di S.Silvestro.

martedì 4 dicembre 2012

Italian Invasion

Non fatevi fuorviare dal titolo, il post odierno non riguarderà un'immigrazione di massa da parte di paesani, bensì i miei pareri su due nuovi locali italiani che hanno aperto "recentemente" ( le virgolette sono d'obbligo a causa della deplorevole frequenza di aggiornamento del mio blog ) qui a Klagenfurt.

Il primo di cui si parla è l'Iddus.
Il locale, situato in Paradeisegasse, a pochi passi da Neuerplatz, è praticamente un fast food italiano, dove le belle e simpatiche cameriere ( è vero al 100%, ma dovrei scriverlo in ogni caso perchè sono mie amiche nonchè fidanzate di colleghi ed amici ) viziano i clienti con chicche della cucina italiana come arancini, sfoglie farcite, lasagne e tantissimo altro. Il caffè è buonissimo ( aspetto da non sottovalutare qui in Austria ) e lo stesso vale per i dolci e le brioche. E' l'ideale per un pasto veloce, ma di qualità, o per bere un caffè in tranquillità. I prezzi sono tutto sommato equi, se considerate che la maggior parte delle cose che vendono sono in esclusiva per l'intera città, e che il locale è arredato con gusto e senza badare a spese. Se vogliamo trovare un difetto a tutti i costi, l'assortimento di birre è patetico ( vengono servite in bottigliette da 33 cl, che qui in Austria rimangono negli scaffali anche in supermercato ) e, dal mio punto di vista, è vietato fumare, cosa più che comprensibile vista la perenne vasta esposizione di snack da acquolina in bocca, che non trarrebbero certo beneficio dal fumo passivo. In conclusione, non mi resta che consigliarvi una visita al locale per un caffè o uno spuntino veloce, tenendo sempre presente che è aperto solo fino alle 19:00. Ah, dritta finale: dalle 15:00 in poi il cibo ha lo sconto del 50% !!!




Il secondo locale, aperto più recentemente, si chiama Osteria Veneta ( potevo resistere a recensirlo ? ) e per dir la verità, è stato aperto in una locazione assai discutibile, in Kardinalplatz, in quanto allo stesso incrocio si trovano ora in concorrenza diretta tre ristoranti, di cui uno, la Trattoria Siciliana, è stato recensito tempo fa in queste pagine, ed è tuttora il mio ristorante preferito della città. Per aggiungere un po' di pepe alla competizione, entrambi gli esercizi hanno il lunedì come giorno di chiusura, giorno che spero gli sia stato assegnato coattivamente dal comune, altrimenti la cosa non avrebbe senso.
In ogni caso, il locale oggetto della recensione è di dimensioni ridotte, arredato con buon gusto, originalità, e soprattutto equilibrio: niente è troppo lussuoso da farlo sembrare un posto d'elite, ma non ci sono certo alcuni tratti troppo rustici che si trovano in diversi locali di questo tipo nella mia zona ( tipo gatti in giro per la sala da pranzo, merendine di dieci anni fa in bella mostra sul bancone, bottiglie impolverate di alcolici usciti di produzine nel 1977, tovaglioni dozzinali a quadrettoni bianco-rossi, tanto per capirci ).
Il menù non presenta una scelta vastissima, ma i piatti che io ed i miei amici abbiamo finora provato sono di ottima qualità, con alcune chicche impossibili da trovare altrove qui in città tipo la vera salsiccia, il cotechino o il salame cotto. I titolari, che sono di Conegliano in provincia di Treviso, ma secondo alcune fonti hanno lavorato a lungo in Germania, non hanno certo trascurato l'assortimento di birre, ed a questo proposito merita una citazione la Hausbier, un po' più scura, meno gasata e con un gusto più forte rispetto alla bionda classica. Anche qua il caffè è buono e, nota di merito, se ordinate un amaro non vi vedrete servire uno di quei tristissimi ( ed odiatissimi ) bicchierini contenenti 2 cl precisi di prodotto, tipici della maggior parte dei bar austriaci. Spero che quest'ultimo aspetto duri, diventerei un buon cliente. Infine, i prezzi non sono proprio popolari, ma più che accessibili.



Oltre a questi due, altri due locali italiani hanno aperto o apriranno a breve in città, di cui uno vicino a casa mia. Se avrò occasione di andarci ( quasi sicuramente ) non mancherò di scrivere due righe in proposito.

mercoledì 14 novembre 2012

Demotivato 2.0

Esattamente il 4 settembre dell'anno scorso, mi trovavo a scrivere nel blog un post analogo a questo, che sono andato a rileggermi "volentieri" prima di procedere a questo "aggiornamento" che rompe un lungo periodo di silenzio, dovuto, oltre che alla mia ben nota pigrizia ed apatia, alla mancanza di argomenti. Magari qualcuno si aspettava finalmente qualcosa di positivo tipo "Vi presento la mia ragazza" o "Il mio nuovo appartamento" o ancora "Ho preso un cane/gatto/avvoltoio" ed invece niente: totale assenza di fantasia ed inventiva, per il titolo di un post che si preannuncia triste, noioso ( vedrò di non dilungarmi ) e privo di novità a tal punto che potrei tranquillamente fare copia/incolla col testo dell'anno scorso.

Le uniche cose marginalmente interessanti di cui avrei potuto parlare, in questi mesi di inattività nel blog, sono la Fete Blanche, alla quale naturalmente ho partecipato, la settimana di ferie che mio fratello ha trascorso qua ad Ottobre ( forse, a breve termine, parlerò di alcuni aspetti che potrebbero essere interessanti ) ed un timido abbozzo di progetto musicale che stiamo cercando di creare assieme ad un amico italiano ed a due amici austriaci, argomento che mi riservo per un altro post, magari corredato di foto o addirittura audio o addiritturissima video ( o magari nessuno degli ultimi due, così da non perdere lettori e/o amici, o evitare bolle di scomunica permanente ).

Detto ciò, visto che la struttura del post precedente si adatta benissimo alla situazione attuale, la riprenderò pari-pari, anche per dar modo a me ed ai pochi che avranno la pazienza di farlo, di fare un confronto:

Forma fisica: un po' meglio dell'anno scorso, per merito di alcuni integratori alimentari che ho avuto la fortuna di provare e che mi hanno aiutato tantissimo con le ginocchia. Ho trovato questa dritta girando su internet ed i pareri in merito ai condroprotettori sono discordanti, con alcuni studi medici che ne dimostrano la totale inutilità, e, dall'altro lato, persone che ne sono entusiaste. Siccome sono in vendita a cifre irrisorie sia da DM che da Muller e teoricamente non hanno effetti collaterali ( non si tratta di medicinali ), ho deciso di provare e ne sono soddisfatissimo. I problemi alle ginocchia si sono decisamente attenuati, al punto che ho ripreso ad allenarmi a pallavolo, dopo due anni di inattività. Tra l'altro, se qualcuno ha problemi analoghi e vuole saperne di più, contattatemi via mail. "Allora dovresti essere contento" starà sicuramente pensando qualcuno. Il problema è che risolto il problema alle ginocchia, ne sono venuti fuori altri 3-4 di non lieve entità, che credo mi costringeranno a chiudere il discorso pallavolo temporaneamente ( e forse definitivamente ). Il primo è di carattere professionale: ho difficoltà ad andare agli allenamenti, in quanto per farlo sono costretto a cambiare sempre turno con colleghi, che mi spiace disturbare continuamente. Gli altri, ben più gravi, sono di carattere fisico: le altre parti interessate all'attività, soprattutto mani, polpacci e tricipiti, non sono certo messe meglio delle ginocchia, e me l'hanno fatto notare a più riprese, con toni che non definirei certo amichevoli. Nell'unica partita ufficiale che ho giocato finora, sono resistito fino a metà del terzo set, per poi uscire con un crampo fulminante al polpaccio sinistro. In questo preciso momento, dopo un allenamento tutt'altro che pesante, mi ritrovo seduto con un forte dolore alla coscia sinistra che non aspettava altro che il primo salto a muro della serata per ricordarmi, in maniera decisamente brusca, che non sono più giovane, e che dovrei applicarmi molto di più per riguadagnare una forma fisica degna di questo nome. A tal proposito, sto prendendo in considerazione, come già scritto più volte in questa sede, di iscrivermi in palestra, ma ho ancora delle riserve.

Vita mondana/sociale: come l'anno scorso. Esco a mangiare fuori 1-2 volte al mese, ed il resto si limita a qualche serata o pomeriggio con gli amici sempre negli stessi 2-3 locali. Non che la cosa mi dispiaccia, e fortunatamente ho degli amici molto validi ( ed in certi casi pazienti ) che passano volentieri qualche ora fuori, ma con un po' di buona volontà, Klagenfurt, per quanto piccola, offrirebbe molto di più. Purtroppo, si è avverato quel che temevo: negli ultimi anni in Italia passavo le serate con gli amici sempre nello stesso bar, qui è diventato lo stesso. Il problema è che il verbo "temere" è usato in maniera parzialmente errata, in quanto a me la cosa, in fin dei conti, non dispiace.

Appartamento: niente di niente. Dalla fine dell'estate, la motivazione in questo settore mi è scesa sotto le suole delle scarpe, dopo la visione di altri 2-3 appartamenti improponibili. Devo rimettermi di buona volontà, altrimenti non me ne andrò mai dallo studentato, il cui affitto, tra l'altro, è aumentato nuovamente, e non risulta più conveniente come 4 anni fa.

"Cosa aspetti a darti da fare?" credo sia la domanda che sorge spontanea dopo aver letto come sono messo. In effetti è la domanda che mi faccio spesso anch'io, mentre me ne sto disteso per ore a letto a sonnecchiare, guardare serie TV o leggere qualche libro easy. 


lunedì 6 agosto 2012

Breaking Bad e Soul Surfer

Nel post di oggi, vi parlerò in breve di una serie TV e di un film visti di recente che mi hanno molto colpito. 

Breaking Bad Reazioni Collaterali ( non credo che la seconda parte del titolo faccia parte di quello originale, ma come sappiamo gli italiani hanno l'hobby di aggiungere e stravolgere parti, argomento che avevo precendentemente trattato in un altro post ) è una serie TV andata in onda in USA a partire dal 2008, per il momento è arrivata alla quinta stagione, che in sintesi parla di droga. Un chimico di successo caduto un po' in disgrazia, riceve un giorno la notizia di avere pochi mesi di vita a causa di un cancro. Il buon uomo, nell'intento di lasciare qualche soldo alla famiglia che non naviga certo in buone acque, decide di entrare nel giro della produzione e dello smercio di metanfetamine, e grazie alle sue notevoli capacità, la cosa gli riesce molto bene, salvo tutti gli inconvenienti del caso che saranno veramente tanti, e di entità molto variabile. Nel complesso la qualità realizzativa della serie è, a mio avviso, molto elevata: gli attori sono bravissimi, nessuno escluso ( tra l'altro una puntata può vantare la partecipazione come guest star di Danny Trejo aka Machete ), la colonna sonora è di buon livello, comepure la fotografia. I personaggi con i quali il protagonista avrà a che fare sono caratterizzati molto bene e spesso "estremi", ma senza esagerazioni di rilievo. Ma il pezzo forte dell'intreccio è l'imprevedibilità: in quasi tutte le puntate ci sono dei colpi di scena che mi hanno spiazzato non poco e che rendono il tutto molto avvincente e scatenano la sindrome "...un altro episodio e poi spengo tutto ( alle 4:30 di mattina ). Una nota di merito va anche alla location: niente Los Angeles, New York, San Francisco o Miami, troppo "mainstream": i fatti si svolgono ad Albuquerque, una città non certo piccola ( 500.000 abitanti ) ma non paragonabile ad altre metropoli come quelle sopra citate, il che da' un qualcosa di "diverso" alla serie. Altra particolarità è che non è facile decidere se il protagonista sia un buono o un cattivo. Il creatore della serie, Vince Gilligan, che in passato è stato lo sceneggiatore di X-Files ed Hancock, ha dichiarato riguardo al suo personaggio: "...sta passando dall'essere un protagonista all'essere un antagonista. Vogliamo che le persone si domandino per chi fare il tifo e perchè". La cosa spiega a grandi linee la metamorfosi che subisce il personaggio nel corso della serie, ma allo stesso tempo è molto riduttiva, in considerazione delle numerose scelte che il nostro "eroe" sarà costretto a fare in situazioni spesso grottesche ma quasi sempre verosimili. A quanto sopra, aggiungete qualche parte "comica" che riesce ad esaltare ancora di più i momenti più seri e tragici. Insomma, una serie che consiglio di provare a tutti. Pensate che mio fratello, che non credo abbia mai seguito una serie in vita sua, ha veramente gradito Breaking Bad, al punto da guardare qualche episodio in lingua originale, causa impazienza.

Secondo argomento di stasera: Soul Surfer.
Si tratta di un film Made in USA che narra la storia vera della campionessa di surf Bethany Hamilton, la quale ha avuto la sfortuna di perdere un braccio a 13 anni a causa dell'attacco di uno squalo.
Il film mi è piaciuto tantissimo, sia per la storia che per le ambientazioni meravigliose: le più belle spiagge delle isole Hawaii. La signorina Hamilton, è tutt'ora una surfista professionista di 22 anni, alta 1 metro e ottanta, con un fisico da fotomodella ed un viso bellissimo. In una scena del film, che mi ha fatto tenerezza, dice alla madre in privato: "....ridotta così, nessun ragazzo mi vorrà mai...". Guardatevi qualche altra foto cercando su google, e vi renderete conto della falsità assoluta dell'affermazione. A parte ciò, credo sia impossibile immaginare quanto allenamento e forza di volontà siano stati necessari alla sig.na Hamilton, non solo per risalire sulla tavola da surf, ma per arrivare a quel livello. Il film descrive  in maniera appropriata i disagi e le difficoltà dell'allora 13enne, dopo l'incidente, ma credo che la realtà sia stata molto più dura per lei.

Nell'invitarvi a prendere visione di entrambe le opere brevemente recensite, vi lascio con una foto di Breaking Bad, credo sia la locandina della quarta stagione, ed un paio di Bethany Hamilton, nella prima delle quali appare a fianco dell'attrice che ha interpretato la sua parte nel film.









sabato 21 luglio 2012

Malta: vita notturna

E come anticipato nel precedente post, ecco un breve report su quanto sono riuscito a capire della vita notturna maltese.
Prima di tutto, se ponete particolare attenzione a questo aspetto della vostra vacanza, consiglio di evitare Malta in due casi: avete più di 25 anni o siete amanti del cool e ricercato ( si parla della vita notturna, s'intende ).
Infatti il primo piccolo problema che io ed il mio amico abbiamo subito riscontrato è stato l'età media dei "nottambuli", che probabilmente non arrivava ai 20 anni. Come molti già sanno, Malta è molto famosa per le scuole di lingua inglese, dove confluiscono ogni estate giovani e giovanissimi da diverse parti d'Europa. Questi personaggi, la sera confluiscono nel quartiere di Paceville, che in effetti è il quartiere più movimentato dell'isola. Il posto non è immenso, ma la concentrazione di locali è altissima, e l'affluenza di pubblico, anche nelle serate infrasettimanali è abbastanza impressionante, e diversi locali tengono aperto fino a dopo le quattro.
Il secondo "problema" ( tra virgolette, perchè per noi non lo era ), è che tutto l'insieme da' l'idea di un'immensa sagra con musica da hit parade sparata a tutto volume da tutti i locali, gente vestita nei modi più disparati, ma quasi mai elegante, ed un tasso alcolico generale di tutto rispetto.
Questa considerazione, va elegantemente ad introdurre il primo pregio della vita notturna a Paceville: le bevande hanno spesso dei prezzi ridicoli!!! E se già così si possono definire per le singole consumazioni, con birre da mezzo che partono da 1 euro, lo diventano ancora di più per acquisti "all'ingrosso". L'esempio che ci ha fatto più ridere è stato quello di un locale dove una caraffa di birra da un litro e mezzo costa 5 euro, che è già un buon prezzo, ma due caraffe..... 6 euro!!! Oppure che ne direste di accomodarvi con i vostri amici ed ordinare un modesto set da 48 tequile per 25-30 euro, o ancora 12 shots di Jaegermeister-Redbull per poco più di 10 euro? Dai prezzi, che definire popolari sarebbe riduttivo, potete facilmente dedurre la tipologia di ubriaconi/e che girano la notte. A questo aggiungete che diversi locali fanno l'Happy Hour 2x1 o addirittura serate All-You-Can-Drink da 15 euro a testa. Il tutto è parzialmente documentato dalle foto in allegato, in modo da non sembrare il caccia-palle della situazione. Naturalmente, la gente non si fa scappare queste ghiotte occasioni, ed abbiamo visto alcune scene tipo 4 ragazzine di 16-18 anni, alle 2 di pomeriggio, con tre cocktail a testa in tavola, mentre nel tavolo accanto due baldi giovani ordinavano alla stessa ora un simpatico vassoietto da 24 tequile ( non so come hanno fatto a non morire, se le hanno bevute tutte ).
Inoltre tutte le discoteche in cui siamo entrati erano gratuite ( l'entrata, non i drink ), e non sto parlando di discobar in stile austriaco ( non che mi dispiacciano, anzi ), ma di vere e proprie discoteche.
Come già detto, la maggior parte dei locali sono aperti almeno fino alle 4:00, e la gente ne approfitta volentieri: a quell'ora le strade sono ancora piene.
Peccato che io non abbia più l'età per roba di questo livello. Abbiamo fatto 2-3 serate abbastanza "spinte", ma le pagavamo abbondantemente il giorno dopo, con degli hang-over da non sottovalutare.
L'unica serata che non ho gradito più di tanto è stato il sabato sera. Era ancora più affollato del solito, ma ai ragazzini si era aggiunta diversa gentaglia meno giovane e più sgradevole. Ho chiuso la serata dopo aver visto diversi pastigliomani in un paio di locali ed un paio di mezze risse create da un gruppo di pseudo-hooligan con la balla cattiva.
In sintesi, se ci fossi andato quando avevo 20 anni,probabilmente quasi sicuramente sarei finito all'ospedale, ma me la sarei goduta alla grande. E non solo per l'alcool: la sera girano una quantità assurda di ragazzine con vestiti ai margini della legalità se non illegali, roba al livello di lap dance.
Un consiglio: se avete un figlio, mandatelo di corsa a studiare inglese a Malta non appena avrà la capacità di capire qualcosa, se avete una figlia, preferite roba tipo Oxford o Cambridge.
Tutto ciò si riferisce unicamente al quartiere di Paceville, già spostandosi di meno di un chilometro, a St.Julian, potrete sedervi a conversare in tranquillità, schivando la Movida Maltese. Non ho idea di come sia la vita notturna nelle altre zone dell'isola, ma un paio di personaggi che abbiamo conosciuto ci ha detto che sia a Silema che a La Valletta non c'è un granchè, se non qualcosa durante il week end.
Per quanto riguarda la birra locale, ne abbiamo assaggiato 2 tipi: la Chisk, che è la più diffusa ed è decente e la Blue Label, sicuramente più consigliabile, ma particolare sia nel gusto che nel colore, che nella consistenza.



















giovedì 12 luglio 2012

Ferie a Malta

Con l'ormai consueto ritardo, dovuto all'ormai consueta pigrizia degenerativa, rieccomi per un resoconto sulle ferie di quest'anno: Malta.
La partenza non è stata delle migliori, a causa della disastrosa organizzazione da terzo mondo dell'aereoporto di Treviso, al quale, a breve, spedirò una mail di reclamo. In pratica, per tutti i passeggeri che partivano per qualunque destinazione erano aperti solo due check-in bagagli, quindi ho passato quasi due ore in coda. Spero che il tutto fosse dovuto ad uno sciopero, ma da alcuni dettagli, lo escluderei.
Il volo e l'arrivo sono andati perfettamente, comepure il trasferimento dall'aereoporto di Malta all'appartamento che avevamo affittato.
L'appartamento era più che accettabile. In rete avevo letto delle recensioni negative, alcune delle quali puntavano il dito sulla scarsa pulizia, ma non è certo stato il nostro caso. L'unica "particolarità", della quale eravamo perfettamente al corrente, è che lo stabile si trova al centro della vita notturna di Paceville, che non è certo tranquilla. In ogni caso, io ed il mio amico non avevamo in programma di andare a dormire presto, quindi il rumore è stato un problema marginale.
Altra problematica alla quale eravamo parzialmente preparati, è il clima dell'isola: fa caldo, molto caldo. E considerate che ci siamo stati in giugno, quando le temperature non arrivano ancora a 40 gradi. Il tassista, durante il trasferimento, ci ha detto che d'estate non piove mai. Inizialmente credevamo si trattasse di un'esagerazione, ma il fatto di non aver visto neanche una singola nuvola in una settimana, ci ha confermato l'attendibilità della cosa. Il fatto genera naturalmente dei problemi di siccità, che i maltesi hanno risolto con dei grandi impianti di desalinizzazione, per poter utilizzare l'acqua del mare, acqua che nonostante il trattamento risulta difficile da bere. Teoricamente è potabile, ma il gusto è pessimo, quindi se andate a Malta, prima di tutto fate scorta di bottiglie d'acqua, ed evitate l'acqua "locale", in quanto viene anch'essa dal mare. Una cosa curiosa a riguardo, è che in tanti locali nel menù si può scegliere tra acqua naturale e gasata "locale" e "di importazione" con un piccolo sovrapprezzo per la seconda.
Altro aspetto da tenere in considerazione, è che le prese di corrente maltesi sono diverse da quelle italiane ed austriache, quindi munitevi quanto prima di un riduttore, che là si può comprare quasi dappertutto, ma  faticherete a trovare a prezzi accettabili, visto che i commercianti sanno quanto sia indispensabile.
Per quanto riguarda l'aspetto turistico della vacanza, Malta non è facilissima da visitare, e richiede un po' di organizzazione, visto che certi posti sono raggiungibili solo in barca, e per altri bisogna farsi più di un'ora di bus. Le distanze non sono esagerate, ma il problema sono le strade ed il traffico. Per fare un esempio, dal nostro appartamento a La Valletta c'erano una decina di chilometri di strada, e serviva mezz'ora abbondante in autobus. Ah, un appunto: i maltesi guidano malissimo: sulla guida turistica gentilmente prestataci da una coppia di amici, ci tenevano a specificare che Malta è lo stato con il maggior numero di incidenti automobilistici per abitante in Europa. Io ed il mio amico, a causa di fattori come la poca voglia e le serate un po' "sopra le righe", abbiamo visto ben poco, com'era prevedibile. Abbiamo girato un po' nei dintorni di Paceville, quindi St.Julian e Silema, e siamo stati un paio di volte a La Valletta. 
Quest'ultima è veramente un posto che merita. Le mura, che attualmente sono in fase di restauro fanno impressione per la loro poderosità. La città è in gran parte isola pedonale, e per diversi aspetti ricorda Venezia. Ci sono un paio di cattedrali molto belle e numerosi punti dai quali il panorama sul mare è spettacolare.
Il mare è molto pulito, a patto di evitare le spiaggette artificiali di sabbia, che sono regolarmente affollatissime e dove l'acqua non è il massimo. Ho fatto solo una volta il bagno, in una spiaggia di scogli, e l'acqua era veramente limpidissima: si vedevano le alghe e le pietre sul fondo, con tre metri abbondanti d'acqua.
Nei ristoranti, sia locali che italiani, ho mangiato sempre bene, nonostante avessi letto diverse lamentele in merito, in alcuni forum. I prezzi sono accettabili e la scelta di pietanze è molto ampia. L'ultima sera, in un ristorante suggeritoci da un amico ( ex socio dell'azienda per cui lavoro, che attualmente risiede a Malta ), ho mangiato una delle migliori paste della mia vita: penne con pesce spada, menta e pinoli. Spettacolare. Abbiamo mangiato in parecchi ristoranti, sia su consiglio che a caso, e ci è sempre andata bene. So che, in linea teorica, è da sprovveduti andare nei ristoranti italiani all'estero, ma qui a Malta non credo la regola valga. La cucina locale è anche specializzata in snack vari, dolci e salati, reperibili praticamente dappertutto, a prezzi veramente stracciati. Volendo fare il pidocchioso, si potrebbe mangiare con 3-4 euro. Io, in genere, ricorrevo a questa soluzione per la colazione o per qualche spuntino pomeridiano.
Per rilassarci, non ci siamo fatti mancare qualche ora al centro benessere dell'Hotel Hilton ( costa un po', ma per una volta si può fare ) e, su dritta del mio amico, qualche minuto con i piedi a mollo in vasche piene di pesciolini che, teoricamente, si nutrono della pelle morta. Provate, se ne avete l'occasione. All'inizio fa un po' impressione vedere una cinquantina di pesciolini che attaccano in massa i tuoi piedi, ma una volta passato il piccolo shock iniziale, la sensazione è molto rilassante.
Vi lascio con alcune foto che ho scattato, e mi riservo di scrivere un altro post, entro un paio di giorni, per parlare della vita notturna dell'isola.








lunedì 11 giugno 2012

Ultima settimana, poi ferie!!!

Approfittando di questo lunedì pomeriggio uggioso a causa del tempo e delle mie condizioni di salute non proprio ottimali, ho deciso di scrivere l'ultimo post prima di andare in vacanza. Come da titolo, infatti, da lunedì prossimo sarò in ferie per due meritatissime settimane. Il programma, deciso a tavolino da più di un mese, prevede una breve permanenza a Dolo ( lunedì e martedì ), per poi volare a Malta, grazie ai prezzi stracciati della benedetta Ryanair ( 112 euro, andata e ritorno ). Giovedì scorso ho anche provveduto a trasferire l'importo per l'appartamento che io ed il mio amico abbiamo affittato, e ad organizzare per tempo il trasferimento dall'aereoporto, mentre oggi ho fatto il check-in online. Staremo là una settimana e naturalmente speriamo di trovare bel tempo, condizione che qua a Klagenfurt ultimamente è abbastanza rara. Abbiamo preferito prendere l'appartamento a St. Julian, dove è concentrata la vita notturna, in quanto è un aspetto di Malta del quale intendiamo occuparci con una certa assiduità, incoraggiati da numerosi articoli e recensioni che ne parlano in maniera molto positiva. Per l'ultimo week end di ferie dobbiamo ancora decidere la destinazione, ma sarà sicuramente qualcosa non distante da Klagenfurt, tipo Lubiana, Vienna o Graz, tanto per non sprecare neanche un giorno. In questa settimana, conto di passare qualche ora in internet, per informarmi sulle attrazioni turistiche di Malta, in modo da non arrivare impreparato. Una curiosità: in vita mia non sono mai stato così a sud, il mio record precedente era Madrid. In ogni caso, mi porterò il netbook, quindi posterò sicuramente qualcosa da Malta, come ho fatto l'anno scorso dall'Ungheria.

Nel frattempo, è arrivata l'estate anche qua a Klagenfurt, dove, pioggia permettendo, abbiamo toccato un paio di volte i 30 gradi. Sono andato già diverse volte a giocare a tennis, anche grazie ad un nuovo collega italiano che ha la pazienza di giocare con me e che mi da' buone dritte. Rispetto all'anno scorso, sto andando a correre molto più assiduamente, e per ora sono contento di non avere ancora avuto problemi fisici ( cosa che mi aveva dato non poco fastidio l'anno scorso ). Per quanto riguarda le giornate al lago, sono ancora fermo, e lo stesso vale per il beach volley, che probabilmente lascierò perdere, forse a tempo indeterminato, sempre a causa di problematiche agli arti inferiori, che potrei alleviare se non pesassi 90 chili.

Il mese scorso sono stato un paio di giorni in Italia per le nozze d'oro dei miei genitori, e ne ho approfittato per ritirare la macchina, che era in Italia da Natale per la revisione, ed un paio di "giocattoli" nuovi che ho comperato: una chitarra ed un multieffetto ( per la chitarra, naturalmente ).
Se qualcuno segue da tanto il blog, forse si ricorderà che un paio di anni fa ero indeciso tra l'acquisto di due chitarre elettriche, ed alla fine avevo optato per la Yamaha che posseggo. Gironzolando tra i mercatini online di strumenti usati, mi sono imbattuto alcuni mesi fa in una inserzione relativa ad uno strumento molto simile a quello al quale avevo rinunciato ( un po' meglio per dir la verità ) che dalle foto sembrava in ottime condizioni, e che mio fratello poteva andare a ritirare a mano, in modo da poterla vedere e soprattutto da evitare la spedizione, che per gli strumenti musicali non è il massimo. Il tutto ad un prezzo più che abbordabile. Visto che c'ero, ho preso anche un multieffetto, pagato poche decine di euro, per sostituire il mio, che non è il massimo. Sono molto soddisfatto di entrambi gli articoli. La chitarra l'ho provata qualche ora, ed oltre a piacermi molto esteticamente, è molto facile e confortevole da suonare. Il multieffetto l'ho usato di più, sia con le due chitarre elettriche che con il basso, e suona veramente bene ( tenete conto che l'ho provato solo in cuffia, perchè preferisco evitare di disturbare i vicini ), un acquisto più che azzeccato per 25 euro. L'altro che avevo, non è neanche paragonabile ( è roba di 10 anni fa, ed ha un convertitore a 16 bit contro i 24 di quello nuovo ). 
Da un po' di tempo a questa parte, sto suonando assieme a due amici austriaci ed uno italiano, e la cosa oltre a divertirmi mi sta motivando parecchio, anche perchè sono nettamente il più sgrauso quindi devo applicarmi, per limitare le brutte figure. Ma di questo progetto vi parlerò in seguito, magari con qualche foto e/o video. Vi lascio con le foto della mia nuova chitarra e con un paio di paesaggi maltesi.





venerdì 25 maggio 2012

Week end "denso"

Il week end scorso, la zona di Klagenfurt e del Woerthersee è stata letteralmente presa d'assalto dai turisti, a causa di un'inusuale concentrazione di eventi di un certo rilievo.
Innanzitutto c'è stata la visita del Dalai Lama, che ha iniziato la sua "tournè" austriaca proprio da Klagenfurt. Ha tenuto 2-3 discorsi, ed i biglietti, come era immaginabile, sono andati a ruba. Io, naturalmente, non sono andato a vederlo, sia per pigrizia, sia perchè non sono tanto interessato. Ci sono stati un paio di amici, e mi farò raccontare com'è stato.

Il secondo evento, secondo in ordine di importanza ma forse primo per affluenza è il tradizionale "GTI Treffe", un raduno internazionale di auto arrivato alla 31esima edizione. Inizialmente era rivolto solo ai possessori di Volkswagen, poi si è esteso anche alle altre marche del gruppo tedesco, quindi anche Seat, Skoda e Audi. Secondo alcuni articoli che ho letto, il numero dei partecipanti era attorno ai 150.000, quindi una folla da non sottovalutare, considerando che Klagenfurt fa poco meno di 100.000 abitanti, e che il raduno si è tenuto, come da tradizione, in una cittadina a 8 km da qua, che secondo wikipedia fa 569 abitanti. I vari report apparsi sui giornali, hanno elogiato la civiltà dei partecipanti ed alcune testimonianze delle forze dell'ordine esprimono soddisfazione per i pochi incidenti e contravvenzioni, nonostante, come si può facilmente immaginare, in una manifestazione del genere non mancano certo birra ed alcolici ( hanno intervistato un tipo che alle 19:00 di sera aveva ingollato già 15 birre, e probabilmente non era il peggiore ).

Poi, siccome il week end sembrava ancora "scarno" ci ha pensato il Krone Zeitung, il più letto quotidiano locale, che ha organizzato una festa a base di musica popolare e stand di birre, nei pressi del lago. A quest'evento ho partecipato un paio di anni fa, in quanto ero curioso di assistere all'esibizione dei Boney M, ma è stata una delusione totale. Quest'anno c'erano solo gruppi tipo "ballo liscio" che si esibivano in ben 3 palchi, quindi ho preferito lasciare stare.

Qualcuno si è lamentato della concomitanza di questi eventi, ma a parte l'ultimo, per gli altri due non è che si poteva fare tanto diversamente. Non è che al Dalai Lama puoi dire "Guarda, vieni il week end prossimo, perchè c'è il raduno delle Golf" ed il suddetto raduno, è una manifestazione che richiede mesi e mesi di organizzazione, quindi non è facile spostarlo. L'unico rimpianto, è che magari adesso passano 4-5 week end senza eventi di rilievo, cosa non proprio positiva per la zona, al livello turistico. Al livello personale, mi è dispiaciuto per una coppia di amici che volevano passare un week end qua, e non hanno trovato assolutamente da dormire.

Vi lascio con un paio di foto del raduno.