venerdì 10 ottobre 2008

Uni-Party

Ieri sera, alla fine, mi sono organizzato con un paio di persone per andare all'Uni-Party di apertura del semestre invernale.
Ci siamo incontrati in un pub vicino all'Università verso le 22:30 per poi spostarci , verso mezzanotte, alla festa vera e propria.
Grazie alla mia fiammante tessera di studente, ho pagato 2 euro in meno per l'ingresso, il cui costo, in ogni caso, non era certo proibitivo ( 8 euro intero - 6 euro ridotto ).
A differenza dello scorso party, al quel ho preso parte con i miei amici italiani in Agosto, questo era più grande. Ci saranno state almeno 600 persone. Come mi avevano già spiegato, non si tratta di una festa riservata agli studenti dell'ateneo: vi affluisce tanta gente delle scuole superiori nonchè altre persone che con l'Università non hanno niente a che fare. C'erano cinque bar e due piste: in una c'era roba tecno e nell'altra musica anni 70, 80 e rock. Fuori dalle piste si riusciva a parlare tranquillamente, cosa che si è rivelata molto utile. Il miei amici mi avranno presentato almeno 30 persone ed ho incontrato altra gente che conoscevo già. Oggi ho fatto un riassunto, in testa, e mi sono reso conto che, come sempre, non ricordo i nomi di quasi tutti. In compenso ho conosciuto più gente ieri sera che in un anno al mio paese in Italia. Qui la socializzazione è molto più facile e, non c'è nessuno zuccone che "Controlla la situazione sorseggiando il suo drink al banco, con sguardo tenebroso" e ben poche ragazze eternamente incazzate e pensierose come siamo abituati a vedere in Italia. L'ambiente è molto gradevole: si conoscono quasi tutti e, inoltre, non si risparmiano certo sul bere.
Verso le tre e mezza ho dato forfait: ero stanco e non riuscivo più a capire cosa mi diceva la gente ( non che normalmente capisca tutto, ma ieri ero proprio alla frutta ), anche a causa del quantitativo elevato di birre.
La passeggiata di due chilometri ( ieri pomeriggio ho bucato una gomma dell'auto, ma sarei andato a piedi lo stesso ) mi è stata utile per rimettermi un po' in sesto.

Oggi ho dormito fino alle due di pomeriggio, poi ho pranzato e sostituito la ruota. Domani vado da un gommista qui vicino a farla riparare. Per stasera il programma è di stare tranquillo, altrimenti rischio il ricovero in ospedale. Domani spero di riuscire, finalmente, ad aprirmi un conto corrente per pagare l'affitto e per non pagare più le commissioni ogni volta che prelevo dal conto in Italia..

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao OSCAR,
posso immagine l'ambiente. Tanta gente che non si conosce ma che ha tanta voglia di socializzare, anche perchè molti studenti non sono certo di Klagenfurt ! Di sicuro poi non frequentano la facoltà con lo spirito di chi si è fatto una giornata lavorativa, magari di quelle in cui devi subire gli attacchi di colleghi un pò prepotenti o di clienti pressanti. L'esperienza è ancora nuova e sicuramente ti darà ancora qualche grattacapo ma anche altre soddisfazioni. Pregi e difetti di "cambiare vita".
Salutoni, UGHINO

Lucio ha detto...

io denoto solo dei pregi. Quelli che sono i difetti, talvolta diventano dei pregi (la solita menata del far di necessità virtù). L'ambiente deve essere stato particolarmente interessante. Forse all'occhio dei più non all'altezza di una discoteca a L'Havana, ma all'occhio di pochi, sicuramente migliore!

Lucio ha detto...

ops, qualcuno mi ha detto che ti ha incontrato alla festa dell'Uni...

Aleister93 ha detto...

Buona settimana dottore! Si comincia ad ingranare eh?! Son proprio felice x te! Volevo chiederti, che risonanza ha avuto lì la morte di Heider (mi pare si sia schiantato dalle tue parti se non erro)?

Oscar ha detto...

@Ughino(aka Fabiei): se fosse così dalle nostre parti, andrei in giro molto più volentieri. Non è tanto una questione di stress, secondo me, ma proprio di apertura mentale. Se ti fai un paio di serate a Bologna, per esempio, vedi già una grossa differenza rispetto a dove abitiamo noi.
@Lucio: i difetti ci sono, ma lo sapevo già prima di partire. Con il tempo spero almeno di limarli. In disco all'Havana non ci sono mai stato, come sai, ma sono convintissimo del vecchi detto secondo il quale è la gente che fa la festa, e non il posto.
@Lucio2: ho incontrato la Stefy, è vero, ma me lo ricordo in maniera un po' confusa, per dir la verità.
@Aleister93:io, di Heider, l'ho saputo sabato da un conoscente. Ne abbiamo parlato un po'. Qui era molto rispettato. L'immagine da Neo-Nazista che hanno costruito i media all'estero, e solo una coglionata ( mi è stato confermato da più persone ) e la maggior parte della gente ha accolto la notizia della sua morte con dispiacere. Ho letto un paio di forum in italiano sull'argomento, e ci sono scritte delle cagate raccapriccianti.